Questo studio offre una prospettiva nuova sul celebre Codex Florentinus, il più antico manoscritto completo a trasmetterci il Digesto. L'attenzione si incentra su alcuni fenomeni, che lasciano trapelare, tra gli altri, carenze delle inscriptiones in frammenti poi espunti, ed errori originati da testo a margine nelle fonti di consultazione; in più, si pone in risalto il valore dei segni di interpunzione come ripartizione logico-semantica e la loro possibile interrelazione con passaggi selezionati per cui la tradizione restituisce criticità o lezioni divergenti. Oltre che sostenere con ancora maggior vigore la vicinanza del manoscritto all'archetipo primigenio, nonostante il numero sostanziale di lezioni errate e omissioni, l'autrice si propone di riflettere circa il concetto di testo editoriale 'fluido', e valorizzare il manoscritto come custode, più o meno casuale, di una tradizione del testo parallela o antecedente alla composizione stessa del Digesto.
This book offers a new perspective on the famous Codex Florentinus, the oldest complete manuscript to have preserved the Digest. The focus is on certain features that can be traced back to the editorial phase or even to the format of the sources consulted. The author aims to highlight the manuscripts' role as the custodian of a textual tradition that is parallel or prior to the composition.
La Dott.ssa Anna Arpaia ha appena concluso un Post-Dottorato all'università di Varsavia. Oltre all'analisi critico-filologica delle fonti giurisprudenziali, la sua ricerca interessa attualmente la storia socio-economica di città al margine nell'Egitto greco-romano, il commercio e il valore culturale delle tinture di stoffe nel mondo greco-romano.